Nodō è un centro dedicato allo yoga, alla meditazione e ai trattamenti, a Torino.L’ intervento nasce dall’esigenza di riallineare lo spazio all’identità di una realtà già attiva, che non si riconosceva più nei propri ambienti.
Abbiamo lavorato sulla distribuzione e sui flussi, sulla luce e sulle relazioni tra colori e materiali. La sfida era progettare con pochi arredi, in ambienti che richiedono libertà di movimento e superfici sgombre: affidare quindi all’architettura il compito di dare carattere allo spazio, rendendolo accogliente.
Il fulcro della riorganizzazione è la zona spogliatoi, nel cuore del centro. Ai due blocchi preesistenti si sostituiscono quattro cabine individuali, pensate per offrire maggiore privacy e rendere più fluidi i percorsi. Realizzate su miura si presentano come un arredo fisso: una struttura in ferro micaceo scandisce i pannelli in Superpan grezzo, dipinti nelle stesse tonalità delle pareti. Le tende in velluto verde muschio introducono profondità e morbidezza nella trama geometrica delle superfici.
L’ex sala d’attesa diventa una sala del tè, un luogo in cui decomprimere prima delle pratiche o dei trattamenti. Qui l’arredo su misura risolve la geometria irregolare della pianta: una panca contenitiva in abete integra seduta e deposito, mentre un piano d’appoggio e una serie di ripiani accolgono il piccolo rituale della preparazione e della degustazione.
Il riferimento agli interni giapponesi attraversa il progetto nelle scelte materiche e nei sistemi di separazione. La porta scorrevole in abete della sala pratiche richiama quelle delle sale da tè; il lino grezzo color avana delle tende filtra la luce, mentre lampade in carta di riso e cemento alternano leggerezza e consistenza.
Cercavamo una quiete che non fosse immobile. Il colore, le venature del legno, la presenza delle piante e la diversa risposta dei materiali alla luce costruiscono un ambiente raccolto e vitale, capace di accogliere tanto il movimento quanto la sosta.